Venezia in un patchwork di specchi

30/03/2020 - Si chiama AZIMUT ed è l'ultima opera del designer francese Arnauld Lapierre. L'installazione è stata presentata alla fine di febbraio a Venezia e dopo poco annullata a causa della pandemia da COVID19. AZIMUT offre “uno sguardo frammentato agli elementi architettonici della città lagunare e al cielo che la sovrasta” spiega Lapierre, “offrendo ai passanti un'immersione dislocata della realtà e una contemplazione astratta: questa installazione, in movimento autonomo, è composta da 16 dischi di specchio ingrandenti, motorizzati e sincronizzati, che dirigono lentamente lo sguardo dell'osservatore verso elementi sconclusionati e decontestualizzati della Riva degli Schiavoni e del Palazzo Ducale, di fronte alla chiesa di San Giorgio Maggiore”. A partire da questo momento, si ha "un'impressione di movimento in una perdita di equilibrio, di una ricomposizione del paesaggio e di un'osservazione.. Continua a leggere su Archiportale.com

Venezia in un patchwork di specchi
30/03/2020 - Si chiama AZIMUT ed è l'ultima opera del designer francese Arnauld Lapierre. L'installazione è stata presentata alla fine di febbraio a Venezia e dopo poco annullata a causa della pandemia da COVID19. AZIMUT offre “uno sguardo frammentato agli elementi architettonici della città lagunare e al cielo che la sovrasta” spiega Lapierre, “offrendo ai passanti un'immersione dislocata della realtà e una contemplazione astratta: questa installazione, in movimento autonomo, è composta da 16 dischi di specchio ingrandenti, motorizzati e sincronizzati, che dirigono lentamente lo sguardo dell'osservatore verso elementi sconclusionati e decontestualizzati della Riva degli Schiavoni e del Palazzo Ducale, di fronte alla chiesa di San Giorgio Maggiore”. A partire da questo momento, si ha "un'impressione di movimento in una perdita di equilibrio, di una ricomposizione del paesaggio e di un'osservazione.. Continua a leggere su Archiportale.com